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copertina numero 50 la bassa

la bassa 50

Articoli e saggi nella nostra rivista “la bassa/50” - giugno 2005

In copertina:

Particolare della “CARTA / FORI IVLII ACCURATA DESCRIPTIO ” dal Theatrum Orbis Terrarum di Abram Oertel, Anversa 1573.
La fotografia raffigura la “Scuola Professionale femminile di Rivignano” alla fine degli anni Quaranta.

Enrico Fantin
In memoria di Papa Giovanni Paolo II Magno, pp.7-8.

Anche la nostra associazione, attraverso il suo presidente, ha voluto essere partecipe all’estremo saluto e rendergli omaggio e s’inchina davanti a questo “Grande Pontefice, a questo straordinario personaggio che ha cambiato la storia.

Davide Lorigliola
Per una bibliografia delle opere di Mario Giovanni Battista Altan, pp.9-24

Per un vittoriano spocchioso come Thomas Carlyle la storia del mondo non è che la biografia degli uomini grandi. MGB Altàn ha dimostrato che si può essere grandi storici anche scrivendo di uomini piccoli. Piccoli solo perché nati tra il Livenza e l’Isonzo, una nazione senza metropoli ma con cento Capitali chiamata Friuli. Piccoli perché le volte dei loro palazzi erano fronde di pioppo, regge senza re delle democratiche vicìnie rurali. Piccoli anche nell’essere nobili, come i conti della minuscola Sella, felici epigoni di una nobiltà al tramonto. La grandezza di MGB Altàn sta in questa piccolezza come il suo professionismo deriva dal suo essere dilettante, il tocco dei (vero) scrittore dallo sbagliare le virgole. Il conte e commendatore e negoziante di scarpe che fino all’ultimo ha piegato la schiena per infilare le pappucce a una casalinga di Gorgo e ricevuto lettere da principi di Madrid e biforcato alberi genealogici di casate estinte e rievocato i contadini furibondi della crudel zobia grassa…

Enrico Fantin
Francesco Ellero - Scultore latisanese (1882 – 1969), pp.25-38

Ci sono dei personaggi che sono destinati a rimanere a lungo nella storia e nei cuori dei loro concittadini. Figure che con il loro esempio di vita ci hanno trasmesso valori morali fondamentali lasciando a molte generazioni una traccia incancellabile della loro grande genialità e che tanto onore hanno fatto alla rispettiva città natale.

Fra questi personaggi possiamo serenamente annoverare lo scultore Francesco Ellero.

Il primo impatto che ebbi con questo straordinario personaggio fu nell'ottobre 1958. Avevo da poco compito 12 anni quando i miei mi avviarono alla scuola Sera- le Professionale di Disegno. Gli insegnanti vedendomi ancora “un lattante” con i pantaloncini corti, in mezzo a dei giovani più che ventenni ed anche già uomini maturi, vollero mettermi alla prova, prima di mandarmi a casa su due piedi e per due sere mi diedero dei disegni da ricopiare….

Roberto Tirelli
Fulmini e campane, p.40

Il contadino friulano ha da sempre vissuto nel timore delle avversità atmosferiche, soprattutto quelle che si manifestano all’approssimarsi del raccolto, dopo mesi di faticoso lavoro. Per questo già con le apposite preghiere rogazionali primaverili si invocava l’aiuto divino: “a fulgure et tempestate libera nos Domine”. Non mancavano poi riti per sollecitare condizioni meteorologiche favorevoli, compiuti sia singolarmente sia nell’ambito di una comunità…

Pietro Ceolin
L'istituto Agrario “Falcon- Vial” di S. Vito: fucina di idee agricole, pp.41-52

L’Istituto Agrario sanvitese “Falcon-Vial” sorse per volontà testamentaria della Signora Lucia Falcon moglie di Vittorio Vial, la quale lasciava, nel 1896, le sostanze proprie e del defunto marito, per la costituzione di un Istituto, avente per scopo l’educazione della gioventù contadina indigente del paese.

A seguito poi del Regio Decreto emanato il 2 Novembre 1902, veniva costituito L’Istituto, oltre che venire riconosciuto come Ente Morale, poteva quindi esplicare l’intenzionalità dei testatori…

Maria Teresa Corso
Nuova data relativa alla pala di San Giovanni Battista di Antonio Marinetti a Marano, pp.53-60.

Antonio Marinetti nacque a Chioggia il 22 Gennaio 1719 e morì a Venezia il 12 Gennaio 1796.

Il pittore, che fu allievo di Giovan Battista Piazzetta, imitò più di ogni altro pittore i chiaroscuri e i tratti pittorici dei Maestro nei passaggi dalle tinte color ruggine, all'azzurrino e grigio.

La sua formazione artistica proveniva dai cosiddetti tenebrosi, in pieno periodo Barocco, di cui imitava le tonalità scure, dalle quali poi far emergere le figure. Dopo le scure tonalità la sua tavolozza a metà Settecento assunse i colori più chiari, entrando di fatto nel periodo conosciuto come Rococò.

Si dedicò prevalentemente alla pittura devozionale, dipingendo pale d’altare un po’ in tutto il territorio veneto: Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Chioggia e Marano, allora veneto…

Giorgio Milocco
Gli internamenti dei “regnicoli” durante la grande guerra, pp. 61-72.

Alcuni aspetti inerente al primo conflitto mondiale non sono stati in questi ultimi anni di dichiarata revisione storiografica sufficientemente resi noti ed assimilati dall’opinione pubblica in generale. Uno di questi è la non adesione di molti cittadini italiani all’intervento militare (per l’Intesa) contro l’Austria-Ungheria (Imperi Centrali). A partire dal 24 maggio 1915 dichiararsi contrari alla guerra era considerato reato e come tale perseguito e punito. Gli eventuali casi di insubordinazione venivano presentati dagli inquirenti all’opinione pubblica come tradimento alla Patria e l’infelice destino dei protagonisti veniva adeguatamente pubblicizzato. La macchina interventista era in funzione a pieno regime. Anche la stampa infatti dava pieno appoggio al proclama di guerra favorendo la divulgazione di false notizie atte a far accrescere l’odio verso il nemico “barbaro”. Si stava delineando uno Stato repressivo e poliziesco come pochi prima…

Benvenuto Castellarin
Luoghi di nascita e di provenienza di abitanti di Ronchis (1371 - 1971), pp. 73-83.

In questi ultimi tempi che si parla molto di immigrati, regolari o clandestini, provenienti dai più disparati paesi europei, africani e asiatici, abbiamo inteso fare una ricerca, non certamente completa, sui luoghi di provenienza di coloro che, nel passato e in tempi recenti, sono stati e sono presenti a Ronchis.

Il nostro paese, come del resto gli altri, per diventare quello che oggi è, con quasi 2000 abitanti, agli albori della sua esistenza ha avuto senz’altro bisogno di uomini, donne, famiglie che, provenienti da altri siti più popolati, lo ingrandissero.. .

Renata Visintini
Cidine e jè lade, p. 84

Poesie par furlan su la muart di une mari.

Vittorina Pizolitto
“Banco de schola, banco de nodaro”. Maestri di scuola e mediatori di scrittura a Portogruaro, tra XVI e XVII secolo, pp. 85- 103.

Dalla tesi della dott.
Su segnalazione di F. Frattolin dalla tesi della dott. Vittorina Pizzolitto (Università degli Studi di Trieste A. A.1997-98), “Banco de schola, banco de nodaro”. Maestri di scuola e mediatori di scrittura a Portogruaro, tra XVI e XVII secolo, abbiamo estratto dal secondo capitolo: Gli alfabetizzatori possibili nella seconda metà dei Cinquecento, dal registro dei notaio Pietro Federicis di Portogruaro (1550-1608), dove vengono indagate due figure di scriventi lo stimador di dote e il pertegador, “i quali svolgono all’interno della società urbana un ruolo di delegati alla scrittura e fanno di questa loro competenza, diversamente acquisita, una ragione economica e di prestigio sociale”…

Gianfranco Ellero
La liberazione di Fraforeano nel ricordo di un bambino in guerra, pp.105-112.

La parola “guerra”' fu una delle prime, nella mia vita, iniziata nel 1937. Ma che cos’era per me la guerra? Inizialmente qualcosa di strano e incomprensibile, che due zii, fratelli di mia madre, andavano a fare lontano da casa, in Jugoslavia e in Sicilia. Doveva essere tuttavia una cosa bella se Italo, un giovane vicino di casa, rientrava qualche volta nella sua elegante divisa da marinaio. I ricordi, sempre nitidi, contengono a volte messaggi parlati, e partono dall’11 novembre 1943, giorno del genetliaco, ovvero del compleanno, del Re…

Enrico Fantin
Alcuni fatti di Gorgo del 28 aprile 1945. Nel sessantesimo anniversario della Liberazione, pp. 113 - 121

Ricorrendo il sessantesimo anniversario della tragica sorte di alcuni giovani di Gorgo, un Comitato formato da compaesani ha voluto ricordare il loro sacrificio attraverso il racconto e le immagini ancora impresse di alcuni testimoni.

Innanzi tutto quel ricordo non intende innescare e riaprire alcuna polemica, anzi vuole rinsaldare quei vincoli di unione e di fratellanza che stanno alla base di tutti i popoli e le comunità civili.

Certamente quel periodo non è stato semplice da vivere: ha diviso per anni le famiglie e le persone dello stesso luogo. E con il senno di poi ci si chiede: è stato tutto giusto o tutto sbagliato?…

Bruno Rossetto Doria
Ancora... i dulfini, pp.123-125.

Racconto in dialetto veneto -maranese: “Bruno, sa che mo trovò el sistema pa tienili untàn de le passelere (Trimaglio)”. “Eh come ve fato?” ghe rispondo al Sandro Ghin, un amigo ch’el ga continuò fa el mistièr de passelere.

Credevo de ve scrito duto su luri, de no tocà più ci discorso sui dulfìni, e invissi, me toca tornà mensonali.. .