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copertina numero 54 la bassa

la bassa 54

Articoli e saggi nella nostra rivista “la bassa/54” - giugno 2007

In copertina:

Particolare della CARTA / FORI IVLII ACCURATA DESCRIPTIO dal “Theatrum Orbis Terrarum”, di Abram Oertel, Anversa 1573; Udine 15 settembre 2005. Gli ex voto marinareschi già nel Santuario della B.V. delle Grazie di Latisana, in mostra presso la chiesa di San Francesco (foto Enrico Fantin).

Un antico rito in Carnia:
il bacio delle croci a Zuglio, p. 6

Due immagini della cerimonia del Bacio delle Croci a Zuglio (Udine)

Storia di un ex voto marinaresco, pp. 7-13
Enrico Fantin

Durante il ritorno da una gita organizzata nel giugno dei 2006, per visitare alcune importanti mostre internazionali nella capitale, (i cui partecipanti erano per la maggior parte della zona di Portogruaro e di Pordenone), dopo la sosta ad un autogrill di Bologna, risaliti in pullman, un gitante prese la parola illustrando l’argomento e chiedendo di firmare una petizione da inviare al Ministro dei Beni Culturali per far riavere alla città di Udine la bellissima tela del Carpaccio raffigurante il Sangue di Cristo. Ci spiegò un po’ la sua storia; che il dipinto era sempre stato a Udine e quello che stava perpetrando la Soprintendenza di Venezia era solo un abuso ai danni della città friulana. Avendomi convinto, anche perché avevo già sentito parlare della vicenda, ed essendo nelle prime poltroncine della corriera, firmai senza indugio la petizione, imitato da mia moglie; seguirono, a ruota, tutti gli altri. Mi venne allora subito in mente la vicenda dell’ex voto del Santuario della Beata Vergine dello, Grazie dove la comunità di Sabbionera era ad un passo dal riavere il suo importante ex voto dopo oltre quarant’anni dalla spoliazione…

Tùrint, p. 14
Renata Visintini

Poesie par furlan dediade a un tùrint:
Tu coris scjampant
al tò destin
tu coris fra piéris
consumadis
dal tò passàz
……

Aquileia riapre le porte della città alla “stirpe latina”, pp. 15-50
Giorgio Milocco

Con l’Italia il primo riconoscimento per Aquileia
Sin dai primi giorni di belligeranza venne espressa dalle autorità italiane preoccupazione per il destino di Aquileia, in quanto centro di storia e di arte. In una lettera definita urgente, datata 29.5.1915, lo stesso Ministero dell’Istruzione (Direzione Generale alle Antichità e belle Arti) chiedeva al Ministro della Guerra di preservare il patrimonio storico artistico della cittadina: “Mentre il suo esercito s avanza a liberare i fratelli dall’Oppressione straniera, non può l’Italia trascurare il proprio compito di civiltà, né dimenticare la millenaria sua tradizione di patria delle arti. La stessa Germania, appena occupato il Belgio, emise provvedimenti a tutela dei musei del territorio occupato. Quanto maggiormente debbono stare a cuore dell’Italia i monumenti che essa ora trova nel suo vittorioso cammino, monumenti che sono suoi, dell’arte ora sua stessa, testimoni dei legami di razza e di civiltà che inutilmente la forza brutale cercò di dissolvere…

Notizie generali sui muschi, specie neglette della nostra flora, pp. 51-60
Francesco Sguazzin

Se consultiamo un’enciclopedia alla parola “muschio” troviamo le cose più strane. Viene nominato il “muschio di quercia”, che invece è un lichene (Evernia prunastri) il quale viene utilizzato in profumeria, si cita il “muschio clavato”, che è un licopodio le cui spore forniscono il cosiddetto zolfo vegetale adoperato in medicina. Il “muschio d’Irlanda” o lichene marino o carrageen è poi un’alga rodoficea delle coste rocciose atlantiche avente uso alimentare, medicinale e industriale. Il “Muschio d’Islanda” o lichene d’Islanda è il lichene Cetraria islandica, sfruttato in fitoterapia come amaro-tonico e decongestionante delle vie respiratorie. Il “Muschio di Spagna” è addirittura una pianta a fiore della famiglia dell’ananas (Bromeliaceae)... Per avere però un’idea corretta su quello che è botanicamente un muschio basta però che pensiamo alla verde e morbida cotica che circonda molto spesso i tronchi degli alberi, specialmente alla base. Quello è il muschio, anzi quelli sono muschi perché generalmente si trovano assieme più specie…

La tenuta Stucky a Villanova di Portogruaro (VE), pp. 61- 77
Tito Poggi

Nel 1901 il compianto cav. Giovanni Stucky acquistava la tenuta di Villanova di Portogruaro, situata a Nord-Est di Venezia, a circa 90 km. da questa città, a brevissima distanza da Portogruaro. In questo comune, e in parte nel comune limitrofo di Fossalta di Portogruaro, si estende il tenimento che, al tempo dell’acquisto, era di 1344 ettari e successivamente, per ulteriori acquisti di arrotondamento, divenne di ettari 1406 e, di recente, 1460.
La tenuta è tutta in pianura assai bassa (media quota sul livello, del mare m. 0,80), e all’acquisto era solo in parte coltivata e coltivabile: il resto era palude, risaia stabile, bosco e prato basso, più o meno acquitrinoso o soggetto, essere sommerso.
La palude era qual è ancora quella regione dove non sia intervenuta l’opera di bonifica; e basta anche oggi guardar fuori dell’argine perimetrale della bonifica Stucky verso mare, per vedere tuttora un’infinita landa paludosa che la nostra prima fotografia riproduce. Tale era dunque ancora in buona parte il tenimento quando venne acquistato…

I ga el savòr de ’mar, pp. 78-80
Bruno Rossetto Doria

Co ogni tanto l’amigo che’l pesca a ranpuni el me regala un puchi de mussuli apena in man li meto soto el naso e dopo nasài, no me par gnanca vero de sintì ancora el savòr del mar che sintivo na volta. No ghe digo andove che li ga ciapài parché so za che l’ù el va ciapàli de oltra, dato che qua, el mar nostro, grata e grata el xe deventò lustro come un biliardo.
Eh pensà che vevomo un grumo de mussolere a tre chilometri fora el porto Sant’Andrea, là che i nostri nuni i andeva vogando pa ciapali, e che vigniva parfli i ciasoti a pescàli qua de naltre. Conteva i nostri nuni che na volta i batèi grossi dopo inpinìe le stive de mussuli, co riveva la bava de tera, apena l’alba, i alseva la vela pa tornà indrumà a casa in modo de vindili bei vivi in pescaria de Ciosa…

La comugna in Friuli: origine e toponimo, pp.81-82
Franca Mian

Si è già scritto sulle Comugne la loro origine etimologica va, a ragion veduta, analizzata dettagliatamente. Tale realtà affonda infatti le radici nell’organizzazione (sovrapposta alla celtica) romana, in virtù di peculiari differenziazioni, nel feudo e nei Comuni.
Si sa che i Celti lavoravano la terra in proprietà a tutto un clan o tribù. L’organizzazione romana esaltò prevalentemente la proprietà privata. Tuttavia il sorgere della proprietà collettiva latina trova un riscontro nell’ager publicus, nei loca relicta, nei subseciva (appezzamenti tra l’ultima centuria e i confini naturali di un determinato sito), territori in cui il popolo bisognoso traeva il necessario per vivere, secondo una prassi consuetudinaria…

La berlina di Clauiano, pp. 83-84
Paolo Bonini

Dal Medioevo fino al 1849 la berlina era la colonna dove venivano incatenati coloro che avevano commesso dei reati.
L’amministrazione della giustizia civile e criminale in Friuli avveniva attraverso dei giudici nominati da chi avevano i diritti giurisdizionali in un determinato territorio.
A Clauiano, nel periodo di dominio del Patriarcato di Aquileia, il potere giudiziario venne concesso ai Conti di Gorizia che a loro volta lo cedettero al maggior feudatario della villa. In questo periodo questo potere fu nelle mani di alcune famiglie nobiliari tra le quali citiamo quella dei Mels…

Note su alcuni episodi ed aspetti del Sessantotto nella Bassa Friulana, pp. 85-90
Antonella Soldà

A distanza di quasi quarant’anni, rimane tuttora acceso ed aperto il dibattito sull’interpretazione del Sessantotto, sulle sue eredità e sulla sua sconfitta.
Tuttavia, come è stato osservato icasticamente, “con il ’68 nulla fu più come prima”. La scuola, la fabbrica, la Chiesa, la famiglia, la politica, i sindacati, la stampa, la musica, i rapporti di lavoro tra padri e figli, tra insegnanti e studenti, tra padrone e operai, tra partito e militanti, i rapporti di sesso, mutarono.
Ed anche nel costume “con il ’68 nulla fu più come prima’.
Con la guerra del Vietnam, Mao e la rivoluzione culturale e i carri armati russi a Praga crollarono i due miti dell’America democratica e liberatrice dei popoli oppressi e dell’Urss patria del socialismo reale.

Una rievocazione della Via Crucis a Vinaio, p. 96
Enrico Fantin

Fra le varie sacre rappresentazioni in Friuli della Via Crucis una menzione merita quella di Vinaio.
A Vinaio, infatti, frazione del Comune di Lauco, in Carnia, situato a 807 m.s.l.m., immerso nel verde e nel silenzio della sua bellissima conca, la Pro Loco e la Parrocchia hanno ripristinato da alcuni anni questa sacra rappresentazione. La rievocazione, dopo la primaria funzione di preghiera da parte dei parroco nella chiesa dedicata ai Santi Andrea e Tommaso, si svolge nelle vie del paese illuminato solo dalle torce e dai lumini posti sui cigli lungo il percorso. I fedeli partecipano con i fiambeux alla processione. Quest’anno, una sessantina di figuranti in costume, hanno rappresentato, in maniera drammatica, la salita al Calvario e la morte di Gesù…

Le fotografia scattate a Ronchis e a Ruda nel 1922 da Paul scheuermeier per l’Atlante Italo-Svizzero, pp. 97-108
Benvenuto Castellarin

Le località di Ronchis e Ruda furono, assieme ad altre 11 in Friuli, scelte come punti d’inchiesta (contrassegnati dai numeri: 357, 359) per la formazione dello Sprach-und Sachatlas Italiens und der Sudschweiz. L’opera, meglio conosciuta in Italia come Atlante Italo-Svizzero (AIS), è stata redatta dai noti romanisti Karl Jaberc e Jacob Jud dal 1919 al 1935 ed edita a Zofingen in VIII volumi tra il 1928 ed il 1940. A molti anni di distanza dalla sua pubblicazione, l’opera, rimane ancora un prezioso strumento di lavoro e ricerca a cui fanno costante riferimento gli studiosi di dialettologia italiana e non. Il ricercatore sul campo fu però Paul Scheuermeier, il quale funse anche da foto- grafo…

Elogio del pittore Pomponio Amalteo da parte di Federico Altan di Salvarolo scritto nell’anno 1752, pp.123-129
Pietro Ceolin - Lorena Menegoz

Omaggio all’amico M G. B. Altan
Del personaggio di Federico Altan ne avevamo parlato a più riprese con l’amico “Tita” per il quale egli aveva già abbozzato un lavoro; pur lamentando delle lacune decidemmo di completarlo insieme; il tempo tuttavia non ci fu favorevole…
L’impulso di parecchi amici avendomi in questo autunno fatto porre in ordinata serie alcune notizie già da me, anni sono, raccolte intorno a Pomponio Amalteo insigne pittore dei sedicesimo secolo e confidando io, che queste esser non possano a voi discare, ornatissimo Signor Marchese, mi prendo però adesso il coraggio di presentarvele…

Ancora a proposito della Bassa Friulana e la crisi del Nordest, pp.121-126
Luciano Angelini

Ho molto apprezzato lo stringato, ma suggestivo articolo di Roberto Tirelli a pag. 5 di “la bassa/51”, perché contiene riflessioni molto importanti e che vorrei sviluppare in questo articolo, sperando di interpretarle correttamente. Credo che i lettori se ne avvantaggeranno sia per l’arricchimento del loro lessico di termini come crisi, declino, globalizzazione, delocalizzazione, ormai di uso comune, sia per scalfire un po’ quel nucleo duro di convinzioni e luoghi comuni duri a morire che fanno parte del pensiero comune della gente, ma che sono ormai privi di fondamento nella verità. Leggendo con attenzione l’articolo di Tirelli vi si scorgono i fondamenti di problemi vitali dell’economia reale delle nostre regioni e riflessioni basilari i sul valore della cultura e di quella che dovrebbe essere la funzione guida di chi amministra la cosa pubblica…

I magredi friulani, pp.127-128
Barbara Centis

La vasta pianura dei magredi friulani si trova a ridosso della zona montagnosa e :ollinare ed è delimitata a valle dalla fascia delle risorgive. Più precisamente, si può collocare tra la Pedemontana e le strade statali Pontebbana e Napoleonica. Praticamente, si tratta di un’alta pianura di sassi: terra povera ed arida, che lentamente degrada verso la bassa pianura, terra fertile ed umida. E’ un territorio fortemente spazzato dai venti delle vallate prealpine, che muovono le erbe delle praterie asciutte, confondendo a volte il cielo con la terra…

Roberto Tirelli
Episodi della guerra di Cambrai nella Bassa Friulana, pp.129-130

La guerra della lega di Cambrai, iniziata nel 1508, interessa anche la Bassa friuana poiché l’affrontarsi fra le forze imperiali e quelle venete è a tutto campo. A margine delle vicende già note si aggiungono alcuni appunti a completamento della conoscenza di una stagione bellica abbastanza confusa. Spesso nelle cronache non appaiono notizie relative ai paesi che vengono ora assaliti da una parte ora dall’altra e sono sottoposti a delle continue vessazioni se non distruzioni. Nel febbraio del 1510 il condottiero di parte veneta Damiano di Tarsia mette a sacco Rivignano e Varmo e, quindi, se ne impossessa…

Recensioni, pp. 131-134

Roberto Guerra, In Optima via. Dal lontano Medioevo un antico manoscritto dall’abbazia di Santa Maria di Sesto;
Roberto Guerra, Liquentia. Un fiume nella X Regio augustea Venetia er Histria;
Giacomo Vit, Sòpis e patùs (zolle e alghe di fiume);
Ermanno Dentesano, Compendio di bibliografia toponomastica friulana;
Flambro ricorda Pittino e i suoi affreschi, a cura di Mario Salvalaggio.